
Scassa 2023
Bruna Grimaldi - Barbera d'Alba Superiore
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Le Langhe, scrigno pedemontano cuneese, vantano un terroir di rara complessità, scolpito da colline sinuose, marne calcaree e l'influsso moderatore del fiume Tanaro. Questa terra, baciata da un clima continentale con notevoli escursioni termiche, è il grembo ideale per vitigni autoctoni che qui hanno trovato la loro massima espressione. La Nebbiolo è la regina indiscussa, capace di donare vini di longevità e profondità ineguagliabili, affiancata dal Barbera, più immediato e fruttato, e dal Dolcetto, vellutato e di pronta beva. La storia della viticoltura nelle Langhe affonda le radici in tempi antichissimi, con testimonianze che risalgono all'epoca romana e persino etrusca. Tuttavia, è nel Medioevo che la coltivazione della vite conobbe un vero e proprio boom, grazie all'opera di monaci e nobili casate che ne intuirono il potenziale. Secoli di dedizione e sapienza hanno plasmato paesaggi unici, dove vigneti ordinati si alternano a boschi e castelli, creando un patrimonio culturale e agricolo di inestimabile valore, riconosciuto oggi come Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Ciò che rende le Langhe uniche è la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, un rispetto quasi sacro per la materia prima e una visione lungimirante che ha portato i suoi vini a conquistare il palcoscenico mondiale. L'aneddoto del celebre enologo René. È noto che Bartolomeo Borgogno, uno dei pionieri del Barolo moderno, avesse l'abitudine di far riposare le sue bottiglie per anni prima di metterle in commercio, convinto che il tempo fosse il miglior alleato per esaltare la complessità del Nebbiolo. Questa filosofia, "il tempo del vino è il tempo del contadino", è ancora oggi un faro per molti produttori.

Bruna Grimaldi - Barbera d'Alba Superiore